La prima causa di infortuni – purtroppo anche mortali – sul posto di lavoro? La distrazione. Provocata da stress e da ambienti di lavoro poco consoni. La disattenzione è infatti il primo motivo di una serie di incidenti che accadono mentre si è nell’esercizio delle proprie funzioni. Sono le statistiche a dirlo e a fronte di questi dati allarmanti la prevenzione diventa fondamentale. La domanda sorge spontanea: perché i corsi di formazione obbligatori previsti per legge non sortiscono gli effetti desiderati? Risposta: perché non sono una metodologia efficace a tutto tondo. A dirlo è un esperto in materia, Simone Marzola, titolare del centro Formorienta di Padova, da una dozzina d’anni punto di riferimento in Italia per molte grandi realtà produttive in tema di sicurezza sul lavoro, che nel 2023 ha formato 1200 persone con 100 interventi personalizzati.
“I corsi obbligatori – spiega Marzola – non si sono rivelati essere una pratica efficace, perché non hanno introdotto gli attesi cambiamenti che ci si aspettava nelle persone, ma solo tanta noia in aula a quanto ci risulta dai sondaggi. Ne consegue che un approccio diverso è doveroso, essendo il tema l’integrità fisica delle persone. Pertanto molte realtà che pensano in modo lungimirante e attento ai propri collaboratori, si rivolgono a noi per applicare il metodo del coaching, per puntare a ottenere dai propri addetti risultati concreti laddove è in gioco la vita”.
Formorienta di Padova ha quindi strutturato un metodo proattivo allenando i lavoratori alla consapevolezza che nel posto di lavoro, qualunque esso sia, ci sono rischi elevati di farsi male. Nel portfolio di Formorienta ci sono manager, impiegati, lavoratori, operai e tutti vengono stimolati a esprimere il loro potenziale e al contempo invitati ad acquisire trasformazioni comportamentali da mettere in pratica subito, tutti i giorni, per il proprio benessere sul posto di lavoro.
Dai corsi di primo soccorso all’antincendio, passando per l’abilitazione a condurre i carrelli elevatori, piattaforme di lavoro mobili o aeree, fino ai corsi comportamentali come il protocollo BBS Behavior Based Safety e Safety coaching, l’attenzione è massima. Perché il valore della vita è inestimabile. “La nostra è una vera e propria didattica che assicura risultati – conclude Marzola – e il coaching in particolare si sta dimostrando uno strumento straordinario per far scattare meccanismi virtuosi e ottenere cambi di mentalità orientati al miglioramento, in quanto va ad agire sul pensiero profondo. Nella fattispecie instillando la cultura della sicurezza, quella che salva la vita”.