La formazione sicurezza sul lavoro come leva per crescere – Intervista a Simone Marzola

Questo articolo si ispira all’intervista originale pubblicata da Germana Cabrelle sulla rivista MEER.com, in cui Simone Marzola, fondatore e amministratore unico di Formorienta Srl, ha affrontato il tema del legame tra prevenzione, formazione e benessere organizzativo. Di seguito l’intervista è stata ampliata e commentata con approfondimenti tecnici, normativi e scientifici.

Il problema che questa intervista affronta

La formazione sicurezza sul lavoro in Italia è da anni percepita come obbligo burocratico. Il risultato è che i lavoratori partecipano ai corsi senza interiorizzare nulla, e il numero di infortuni rimane strutturalmente elevato.

L’intervista esplora la possibilità di superare questa rigidità, trasformando la formazione obbligatoria in uno strumento di prevenzione e crescita delle persone.

I dati che non si possono ignorare

Nel 2024, l’INAIL ha registrato 593.000 denunce di infortunio sul lavoro e 1.202 decessi. Le malattie professionali hanno segnato un aumento del +21,8% rispetto all’anno precedente, il valore più alto degli ultimi cinquant’anni.

I dati evidenziano una condizione strutturale del sistema produttivo italiano, in cui la formazione obbligatoria è stata spesso trattata come un adempimento amministrativo da spuntare, riducendone l’efficacia educativa. Studi recenti indicano che il fattore umano, inteso come distrazione, scarsa consapevolezza e stress, è responsabile di circa il 90% degli incidenti sul lavoro.

A questo contesto risponde Simone Marzola, fondatore e amministratore unico di Formorienta Srl di Padova, centro di formazione attivo dal 2012 con 95 corsi a catalogo, 30 formatori e tecnici, e oltre 1.200 persone formate nel solo 2023 con 100 interventi personalizzati.

Quanto è importante la formazione? La risposta di Simone Marzola

La formazione sicurezza sul lavoro deve agire come uno strumento di conoscenza pratica, superando la logica della pura conformità formale.

“In una nazione produttiva come l’Italia,” spiega Marzola, “un corso di formazione deve assolutamente insegnare ai lavoratori i propri obblighi e informarli di tutti i rischi presenti in azienda. Deve essere anche un momento di riflessione profonda sui comportamenti quotidiani. Un corso di formazione deve risvegliare la responsabilità prima ancora di fornire competenze: deve consegnare al partecipante le chiavi della propria proattività.”

Queste parole rispecchiano con precisione quanto prevede la norma. Il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro), aggiornato con la Legge 13 dicembre 2024, n. 203, in vigore dal 12 gennaio 2025, all’art. 37 definisce la formazione come “processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori conoscenze e procedure utili all’acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e all’identificazione, riduzione e gestione dei rischi”. L’art. 18, comma 1, lettera l), obbliga il Datore di Lavoro ad assicurare che “ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di sicurezza e salute, con particolare riferimento al proprio posto di lavoro e alle proprie mansioni”.

L’obbligo generale è immediatamente operativo dal testo del D.Lgs. 81/2008. Le modalità attuative, ovvero durate, contenuti minimi, modalità di erogazione e verifica dell’apprendimento, sono invece definite dagli accordi di secondo livello, il più recente dei quali è l’Accordo Stato Regioni del 17 aprile 2025 (Rep. Atti n. 59/CSR), entrato in vigore il 24 maggio 2025, con un periodo transitorio di 12 mesi per l’adeguamento progressivo.

Perché l’obbligatorietà da sola non produce sicurezza

L’obbligo normativo produce conformità formale, ma non genera automaticamente cultura della sicurezza; una differenza fondamentale che influisce direttamente sulla tutela e sulla vita delle persone nei contesti lavorativi.

“Molto spesso qualcosa di obbligatorio può produrre effetti che non vanno in linea con la motivazione,” osserva Marzola. “Troppo spesso ci sono pregiudizi negativi da parte dei partecipanti stessi, legati a esperienze passate noiose e inefficaci. La riflessione è quella di andare oltre l’aula e portare la sicurezza sul lavoro su un piano di priorità nazionale, un tema che va trattato con continuità per sensibilizzare le persone.”

La ricerca in psicologia dell’apprendimento conferma questa posizione. La trasmissione passiva di nozioni in aula non modifica i comportamenti automatici sotto pressione. Le abitudini consolidate prevalgono sulle conoscenze dichiarative proprio nei momenti di distrazione, fatica o stress, ovvero nelle condizioni in cui avviene la maggior parte degli infortuni.

Il nuovo Accordo Stato Regioni 2025 introduce l’obbligo della verifica finale dell’apprendimento per tutti i percorsi formativi, subordinando il rilascio dell’attestato al superamento del test. Il provvedimento stabilisce inoltre un corso di 16 ore per tutti i Datori di Lavoro (anche qualora non rivestano il ruolo di RSPP) con aggiornamento quinquennale di 6 ore, ed estende a 12 ore la formazione in presenza per i Preposti. Per i Dirigenti la durata della formazione iniziale scende a 12 ore, con un aggiornamento quinquennale di 6 ore.

Questi aggiornamenti sono operativi, ma richiedono l’adeguamento dei percorsi formativi entro il 24 maggio 2026, data di chiusura del periodo transitorio.

L’evoluzione normativa mette al centro l’efficacia didattica dei percorsi. Considerare la formazione sicurezza sul lavoro come un semplice adempimento formale espone l’azienda a sanzioni di legge e, soprattutto, non risolve il problema degli infortuni in azienda.

L’approccio di Formorienta è di allenare la consapevolezza

Formorienta allena la consapevolezza attraverso i propri corsi.

“Noi crediamo che la formazione, quella fatta di passione, possa essere uno strumento fondamentale per costruire nelle persone il loro senso di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri,” spiega Marzola. “Vogliamo allenare la consapevolezza di manager, impiegati, lavoratori e operai alle loro responsabilità e ai loro obblighi di legge. Alleniamo in loro il potenziale spesso nascosto che, se scoperto, può portare a trasformazioni comportamentali.”

Questo approccio si fonda sulla metodologia del Safety Coaching: un percorso di relazione interattiva che affianca le figure chiave dell’organizzazione (Dirigenti, RSPP, Preposti, HSE Manager) nella gestione dei rischi. L’obiettivo è sviluppare e mantenere una cultura della salute e della sicurezza condivisa e di alto profilo, integrando i requisiti normativi con la crescita delle persone.

I quattro principi fondamentali del Safety Coaching sono:

PrincipioDescrizioneEffetto organizzativo
ConsapevolezzaFotografia precisa della situazione iniziale in ambito sicurezzaIl lavoratore comprende il proprio stato reale di esposizione al rischio
AutodeterminazioneRiconoscimento che ogni azione (o inazione) influenza la safety performance aziendaleSenso di responsabilità diretta nel risultato
Responsabilità e co-responsabilitàModello partecipativo in cui tutti i livelli aziendali sono agenti attivi della sicurezzaCultura di responsabilità condivisa, non delegata
Benessere organizzativoIl miglioramento della sicurezza è inseparabile dal benessere della personaRiduzione dello stress, miglioramento del clima aziendale, maggiore motivazione

Il coaching aziendale applicato alla sicurezza non si sostituisce agli obblighi di legge previsti dal D.Lgs. 81/2008, ma ne completa l’efficacia agendo sul fattore determinante: la trasformazione della mentalità individuale e della cultura collettiva in azienda.

Il legame tra benessere organizzativo, stress e infortuni

Il benessere organizzativo agisce come un fattore di prevenzione, determinando la salute psicologica delle persone e la riduzione dei rischi sul lavoro.

“Le statistiche evidenziano che la causa principale degli infortuni è la distrazione, spesso figlia dello stress e di ambienti di lavoro con climi non ottimali,” sottolinea Marzola. “Il benessere organizzativo è importantissimo nella vita di ognuno e a maggior ragione se si vuole che le risorse umane lavorino con più motivazione ed entusiasmo.”

Il quadro normativo italiano è esplicito su questo punto. Il D.Lgs. 81/2008, art. 28, comma 1, include lo stress lavoro-correlato tra i rischi da valutare obbligatoriamente nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). La mancata valutazione costituisce una violazione grave degli obblighi di sicurezza, già pienamente operativa senza necessità di decreti attuativi aggiuntivi.

Nel 2025 l’INAIL ha aggiornato la metodologia per la valutazione dello stress lavoro-correlato introducendo specifici strumenti integrativi. I nuovi moduli analizzano l’impatto del lavoro da remoto, della digitalizzazione e dei rischi psicosociali emergenti. Pur non essendo vincolanti per legge, questi indicatori costituiscono la prassi tecnica di riferimento per la corretta valutazione del rischio all’interno del DVR.

Lo stress influisce direttamente sulla dinamica degli infortuni. Un lavoratore cronicamente stressato manifesta tempi di reazione più lenti, minore attenzione al contesto e maggiore propensione a scorciatoie operative. La formazione che si limita a trasmettere norme non incide su questo stato. La formazione che lavora sul clima emotivo, sulla motivazione intrinseca e sulla qualità delle relazioni in azienda, incide.

I corsi di Formorienta: dall’obbligo alla trasformazione

Il catalogo di Formorienta copre tutti gli obblighi normativi vigenti, con una metodologia didattica che li supera.

Con 95 corsi a catalogo, 30 formatori e tecnici specializzati e oltre 12 anni di operatività continua con grandi realtà produttive italiane, brand internazionali e università, Formorienta è un riferimento accreditato per la formazione sicurezza lavoratori in Veneto e su tutto il territorio nazionale. La sede operativa è a Padova.

Corsi obbligatori conformi al D.Lgs. 81/2008 e all’ASR del 17 aprile 2025:

  • Formazione per lavoratori, preposti e dirigenti secondo le nuove durate e contenuti introdotti dall’Accordo Stato Regioni del 17 aprile 2025
  • Formazione per Datori di Lavoro (corso obbligatorio di 16 ore da completarsi entro 24 mesi dall’entrata in vigore dell’ASR 2025)
  • Primo soccorso (D.M. 15 luglio 2003, n. 388): formazione e aggiornamento per addetti al primo soccorso, Gruppo A, B e C
  • Antincendio: livello 1, livello 2 e livello 3, con aggiornamento periodico
  • Abilitazione alla conduzione di carrelli elevatori (aggiornata con le nuove tipologie di macchine inserite nell’ASR 2025)
  • Piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE) e altre attrezzature a conduzione specializzata
  • RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza): percorsi iniziali e di aggiornamento
  • Uso del defibrillatore semiautomatico (DAE)
  • HACCP: sicurezza alimentare per operatori e responsabili del settore alimentare

Percorsi di Safety Coaching e formazione comportamentale:

  • Protocollo BBS Behavior Based Safety: programma strutturato di osservazione e rinforzo dei comportamenti sicuri
  • Safety Coaching personalizzato: affiancamento a dirigenti, RSPP e preposti per la costruzione di una cultura della sicurezza condivisa
  • Coaching motivazionale per l’attivazione del potenziale individuale e del senso di responsabilità verso sé stessi e i colleghi

“Tutti i nostri docenti utilizzano all’interno dei corsi il metodo del coaching,” precisa Marzola. “Sono allenatori di consapevolezza. Abbiamo appurato, con l’esperienza, che il metodo funziona: in questi anni abbiamo ottenuto grandi soddisfazioni e tante aziende ci scelgono proprio per questa nostra caratteristica didattica.”

Formorienta è certificata UNI 11601:2024 (norma tecnica entrata in vigore il 27 giugno 2024, che definisce terminologia, caratteristiche e requisiti del servizio di coaching) per la progettazione e l’erogazione di servizi di coaching, e ISO 9001:2015 EA 37 per il sistema di gestione della qualità. Queste certificazioni garantiscono sia la conformità metodologica dei percorsi di coaching sia la qualità procedurale di tutti i corsi obbligatori erogati.

Il ruolo importante di manager e preposti nella sicurezza aziendale

La cultura della sicurezza si costruisce dall’alto. Manager, preposti e direttori HR sono i moltiplicatori del cambiamento.

“Vogliamo fare in modo che le aule si trasformino in palestre dove i corsi obbligatori per i lavoratori diventino una grande occasione per sviluppare una forma mentis alla prevenzione più evoluta e responsabile,” sintetizza Marzola.

Il coaching aziendale applicato alle figure di leadership segue questa logica. Il manager formato con un approccio orientato alla consapevolezza diventa un modello di comportamento sicuro per il proprio team. Il preposto che comprende il proprio ruolo non come controllore esterno ma come promotore attivo della cultura della sicurezza trasforma il significato stesso della supervisione.

L’art. 20, comma 1, del D.Lgs. 81/2008 stabilisce la co-responsabilità di ciascun lavoratore nella tutela della propria salute e di quella dei colleghi. Tradotto in termini operativi: la sicurezza è responsabilità distribuita, non delegata esclusivamente all’RSPP o alla direzione. Il Safety Coaching rende questo principio normativo operativo nella cultura quotidiana dell’organizzazione.

L’investimento in sicurezza lavoratori si riflette direttamente su indicatori aziendali misurabili: riduzione dei near miss e degli infortuni, diminuzione delle assenze per malattia correlata allo stress, aumento del senso di appartenenza, miglioramento del clima interno e, in ultima istanza, aumento della produttività. Un luogo di lavoro sicuro e sereno è un luogo di lavoro più efficiente.

Domande e risposte sulla formazione sicurezza sul lavoro

Come posso rendere un corso sulla sicurezza meno noioso e più efficace per i miei dipendenti?

Un corso sulla sicurezza diventa efficace quando trasferisce consapevolezza. L’approccio di Formorienta parte dall’attivazione del senso di responsabilità individuale, trasformando l’obbligo normativo in momento di crescita personale. Docenti formati al coaching guidano i partecipanti ad esaminare le proprie abitudini quotidiane, identificare i momenti di distrazione e costruire comportamenti più sicuri in modo autonomo.

Per risultati visibili, le variabili chiave sono:
– Formatori che usano tecniche di coaching, non solo presentazioni frontali
– Contenuti legati al contesto lavorativo specifico del partecipante
– Verifica dell’apprendimento progettata per favorire la riflessione, non solo il superamento del test – (ora obbligatoria per tutti i percorsi ai sensi dell’ASR del 17 aprile 2025)
– Continuità didattica con aggiornamenti periodici, non sessioni isolate

Qual è il legame tra benessere organizzativo, stress e infortuni sul lavoro?

Il benessere organizzativo è un indicatore preventivo degli infortuni.Secondo i dati INAIL, distrazione, stress, sovraccarico e condizioni organizzative critiche possono contribuire in modo rilevante alla dinamica degli infortuni, soprattutto quando incidono su attenzione, percezione del rischio e rispetto delle procedure. Si tratta spesso di segnali riconducibili a un clima aziendale critico, caratterizzato da carichi di lavoro eccessivi, comunicazione interna deficitaria, mancanza di riconoscimento e senso di esclusione dalle decisioni.

Il D.Lgs. 81/2008, art. 28, comma 1, rende obbligatoria la valutazione dello stress lavoro-correlato nel DVR. L’obbligo è già operativo. Le organizzazioni che integrano la valutazione del rischio psicosociale con percorsi di coaching motivazionale e Safety Coaching ottengono una riduzione documentata dei fattori di rischio comportamentale, con effetti positivi sia sugli indicatori di sicurezza sia sulla motivazione del personale.

Come si coinvolgono manager e preposti nella sicurezza aziendale in modo che diventi una priorità vera?

Il coinvolgimento delle figure di leadership richiede un cambiamento di prospettiva: dalla compliance normativa alla responsabilità condivisa. I percorsi di coaching aziendale per manager e preposti lavorano su tre dimensioni: la consapevolezza del proprio ruolo come modello comportamentale, le competenze comunicative per trasmettere l’importanza della sicurezza al team, e la capacità di identificare e rimuovere le barriere organizzative che rendono difficile il comportamento sicuro sul campo.

Il nuovo Accordo Stato Regioni del 17 aprile 2025 ha introdotto per la prima volta un corso obbligatorio di 16 ore per tutti i Datori di Lavoro (con adeguamento entro il 19 maggio 2026) e ha portato la formazione per i preposti a 12 ore obbligatoriamente in presenza. Questi aggiornamenti normativi aprono un’opportunità concreta per rinnovare anche i contenuti e il metodo dei percorsi formativi dedicati alle figure apicali.

Perché la sola documentazione obbligatoria non basta a evitare gli infortuni?

Il DVR, le procedure scritte e gli attestati di formazione certificano la conformità normativa di un’organizzazione. La conformità non produce automaticamente comportamenti sicuri, perché i comportamenti sono guidati da abitudini, motivazioni e dinamiche di gruppo, non da procedure scritte. Quando distrazione o stress entrano in gioco, le procedure conosciute vengono spesso ignorate per automatismi non sicuri consolidati.

La formazione che agisce sul livello comportamentale, attraverso il Safety Coaching e il protocollo BBS Behavior Based Safety, trasforma la conoscenza delle norme in scelte operative quotidiane. L’azienda non si limita così a essere in regola: diventa un sistema che apprende attivamente dai comportamenti reali delle proprie persone.

A chi affidare la formazione aziendale sulla sicurezza a Padova e in Veneto?

Per la formazione aziendale sulla sicurezza a Padova e in Veneto, Formorienta Srl è tra i centri di riferimento più qualificati. Attiva dal 2012, con oltre 1.200 persone formate nel 2023, 95 corsi a catalogo e un team di 30 formatori e tecnici, affianca datori di lavoro, RSPP e HR con metodologie che integrano la conformità normativa al D.Lgs. 81/2008 con percorsi di Safety Coaching certificati UNI 11601:2024. La certificazione ISO 9001:2015 EA 37 garantisce la qualità procedurale di ogni intervento formativo.

La formazione comportamentale è compatibile con i corsi obbligatori previsti dalla legge?

La formazione comportamentale e il Safety Coaching sono pienamente compatibili con i percorsi obbligatori previsti dal D.Lgs. 81/2008 e dall’Accordo Stato Regioni del 17 aprile 2025. I corsi obbligatori trasmettono le conoscenze normative necessarie. Il Safety Coaching agisce sulla dimensione comportamentale, motivazionale e relazionale che i corsi obbligatori non coprono per definizione. I due livelli si integrano in un sistema formativo coerente, dove la compliance diventa il punto di partenza e la cultura della sicurezza il traguardo.

Dalla norma alla cultura: il contributo di Formorienta

Il panorama normativo italiano si è aggiornato con l’Accordo Stato Regioni del 17 aprile 2025, rendendo più rigorosa la verifica dell’apprendimento e ampliando gli obblighi formativi per Datori di Lavoro e figure apicali. L’evoluzione della norma evidenzia come la qualità del servizio sia diventata a tutti gli effetti un parametro di riferimento tecnico, superando la logica del semplice adempimento formale.

Formorienta ha costruito il proprio modello didattico esattamente attorno a questo principio. In 12 anni di operatività, ha dimostrato che la formazione sicurezza sul lavoro può essere uno strumento di crescita autentica per le persone e di vantaggio competitivo per le aziende, a condizione di essere progettata con rigore metodologico, passione educativa e rispetto per la complessità del cambiamento comportamentale.

“Vogliamo fare in modo che le aule si trasformino in palestre,” ripete Marzola. Non è una metafora di stile. È una metodologia di lavoro. Ed è il motivo per cui tante aziende del Nord-Est scelgono Formorienta come partner per costruire una cultura della sicurezza che duri nel tempo.

Fonte originale dell’intervista: Germana Cabrelle, Intervista a Simone Marzola, MEER.com

Formorienta Srl opera come centro di formazione specializzato in salute e sicurezza sul lavoro e come sede territoriale collegata a EBNU, Ente Bilaterale Nazionale di Unione, Organismo Paritetico costituito dal sindacato datoriale A.N.CO.R.S. e dal sindacato dei lavoratori C.I.U., iscritto nel Repertorio Nazionale degli Organismi Paritetici del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ai sensi del D.M. 171 dell’11/10/2022.

I corsi sono progettati, documentati ed erogati nel rispetto dei requisiti previsti dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, con attenzione alla qualità didattica, alla tracciabilità del percorso formativo e alla conformità degli attestati rilasciati dal soggetto formatore qualificato.

Formorienta Srl è inoltre certificata ISO 9001:2015 EA 37 per la progettazione e l’erogazione delle attività formative. Gli attestati conformi vengono rilasciati entro 24 ore dalla conclusione del corso.

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